• 1. Il progetto Ex Oleo Lux (a cura di C.S. Fioriello: cfr. Università di Bari – Terza Missione) prevede la raccolta sistematica delle fonti letterarie, epigrafiche e archeologiche relative alla coltura dell’olivo e alla produzione dell’olio nella Puglia di età romana, così da ricostruire un articolato ancorché preliminare quadro insediativo nel quale convivono consistenti elaiopoli, destinati a veicolare la manifattura verso il commercio su vasto raggio, e strutture medio-piccole, orientate al prevalente consumo locale o prossimale. Nell’orizzonte calibrato sulla Puglia jonico-adriatica e aperto al bacino mediterraneo, i dati riguardanti la manifattura di lucerne fittili a olio si confrontano e integrano con le notizie sulla diffusione di analoghi tipi lychnologici importati e consentono di ipotizzare una filiera specializzata anche nella fornitura di olio combustibile. L’analisi sinottica delle testimonianze raccolte e l’impostazione sia di ulteriori ricerche sul campo sia di mirate indagini archeometriche e bioarcheologiche su evidenze di cultura materiale (p.es. anfore e lucerne, col loro contenuto, apprestamenti fissi e mobili ecc.) possono così disegnare un profilo economico di integrazione tra produzioni agricole e artigianali e quindi tratteggiare un paesaggio poliedrico, lontano dagli stereotipi storiografici che legano la Puglia all’immagine ciceroniana della inanissima pars Italiae (Cic., Att. 8, 3, 2) e forniscono interessanti prospettive per il prosieguo dello studio.

• 2. L’esigenza di costruire un dispositivo euristico e diagnostico di base, preliminare e in aggiornamento continuo, per l’indagine archeologica del territorio murgiano SW (cfr. Università di Bari – Progetto Archeologia globale dei paesaggi nella Murgia sud-occidentale – Scavo e Survey) ha suggerito di intraprendere (a cura di C.S. Fioriello) la raccolta sistematica e la revisione critica dei dati editi e la rilettura dei lavori pregressi – in primis di storiografia locale – relativi al comparto considerato. Lo studio si è avviato nell’area di Acquaviva delle Fonti e da alcuni mesi va estendendosi a Ginosa. L’integrazione di notizie censite ed evidenze rilevate sta consentendo di tracciare il profilo delle modalità insediative attestate nel periodo esteso tra Preistoria e Altomedioevo; di valorizzare una consapevolezza storico-insediativa finora latente e ridotta, ancorché potenzialmente di estremo interesse; di indicare il percorso per mirati approfondimenti contestuali (prospezione, scavo, ricognizione). La consistenza disomogenea della documentazione ha evidenziato la necessità di inquadrare i dati entro una matrice logica capace di standardizzare forma redazionale e contenuto storico delle indicazioni attinte, senza negarne la intrinseca gerarchia nel potenziale conoscitivo e la diversa capacità informativa. Questo progetto, appena intrapreso, intende dunque contribuire a sollecitare un solido dialogo tra Enti Territoriali e Istituzioni preposte alla ricerca e alla tutela, così da impostare apparati condivisi e strumenti aperti di archiviazione e gestione delle conoscenze; da concordare buone pratiche nella pianificazione strategica territoriale; da sostenere presso le comunità locali forme opportune di comprensione diffusa e consapevolezza identitaria del patrimonio culturale.

• 3. Progetti di ricerca sostenuti da un partenariato di profilo nazionale e internazionale (a cura di R. Bianco) riguardano l’iconografia della Vergine e dei Santi, tra Oriente e Occidente, e lo studio dei contesti santuariali, rivolgendo una particolare attenzione a San Giacomo di Compostella e agli itinerari di pellegrinaggio: p.es. “Censimento dei santuari cristiani in Italia” – “Puglia e Terrasanta. I segni della devozione e dell’arte” – “Culto e iconografia dei santi in Italia centrale e meridionale” – “Verso Gerusalemme. Puglia e Terrasanta. I segni della devozione e dell’arte“; “Movilidad y transferencia artística en el Mediterráneo Medieval (1187-1388). Artistas, objetos y modelos-MAGISTRI MEDITERRANEI (MICINN-HAR2015-63883-P)”.

• 4. Il progetto Contesto Territoriale e l’Abbazia-Castello di Santo Stefano di Monopoli (BA): conoscenza, conservazione e valorizzazione (a cura di A. Diceglie) ha l’obiettivo di garantire la permanenza del sito il più a lungo possibile nel tempo, nel rispetto della sua identità e unicità. Il progetto è articolato in un piano di conoscenza, conservazione e valorizzazione, ed è coordinato con i proprietari attuali del complesso. La ricerca finalizzata, da un lato, alla conoscenza globale del manufatto e, dall’altro, alla definizione di strategie di intervento per la manutenzione e il restauro, in questi anni di lavoro ha prodotto articoli scientifici e la monografia Il castello di Santo Stefano a Monopoli in Puglia, archeologia per l’architettura (Roma, Gangemi, 2018). Gli obiettivi raggiunti sono stati: la conoscenza architettonica, geometrico-dimensionale, storico-critica e materico-costruttiva del manufatto fortificato, nonché il riconoscimento delle principali fasi costruttive e di frequentazione del sito che rinviano a un edificio di età romana. Perno centrale della ricerca è lo studio dei caratteri morfo-tipologici e costruttivi degli ambienti sotterranei con le tessiture murarie in opus reticulatum.

• 5. L’attività di ricerca archeologica presso l’insediamento di Monte Sannace (Gioia del Colle-BA) rientra in un progetto di grande impegno: Excavation at Monte Sannace (a cura di P. Palmentola, dal 2014). Nel complessivo lavoro di studio di ogni aspetto proveniente dai contesti di scavo, vi sono alcune tematiche alle quali maggiormente si sta rivolgendo la ricerca: lettura delle tracce documentarie legate agli aspetti pubblici, civili e sacri; attività produttive (legate in particolare alla produzione olearia); edilizia in materiale deperibile; interazione fra spazi abitativi e spazi necropolari (guardando a Monte Sannace nel complessivo quadro della Peucezia preromana); valutazione dei mutamenti sociali, economici, ambientali che caratterizzano il III sec. a.C. e che determinano per l’insediamento di Monte Sannace la perdita di centralità nel paesaggio della Puglia centro-meridionale; rete di collegamenti fra Monte Sannace e la costa adriatica, in particolare tramite lo studio di percorsi naturali (Lama Diumo-Sangiorgio). Nell’approfondimento di tali tematiche è coinvolto un gran numero di studenti, specializzandi e giovani archeologi. Dal progetto sono già scaturite pubblicazioni scientifiche, fra cui una recente, di ampio respiro (Monte Sannace/Thuriae. Nuove ricerche e studi, a cura di A. Ciancio e P. Palmentola, Bari, Edipuglia, 2019), e una giornata di studi Monte Sannace. Lavori in corso che, tenutasi nel 2018, vedrà nel prossimo anno la pubblicazione degli atti.


Link web:

1 – 2.    www.uniba.it/ricerca/dipartimenti/disum

3.         www.uniba.it/docenti/bianco-rosanna www.magistrimediterranei.org/es/

• 4.         www.uniba.it/ricerca/dipartimenti/disum

• 5.         www.uniba.it/ricerca/dipartimenti/disumwww.parcomontesannace.it

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